La storia del CFP

a cura di Alberto Gandolla

L’importanza della formazione per il sindacato e la nascita e lo sviluppo del Centro di Formazione Professionale OCST

inserto20mo

L’importanza della formazione per il sindacato, dagli inizi agli anni 1980

Nel corso del XIX secolo anche nel Ticino la tradizionale società comincia a cambiare, soprattutto dopo la costruzione della galleria del San Gottardo (1882). Il sistema scolastico cantonale si forma durante il secolo, in mezzo a molte difficoltà. Di fianco alla crescente ma ancora debole offerta d’istruzione pubblica iniziano a operare alcune piccole società filantropiche, che cercano di contribuire all’opera di istruire i lavoratori (vedi per esempio il Circolo Operaio Educativo sorto a Lugano nel 1891). I sindacati si costituiscono verso la fine dell’Ottocento e inizio del Novecento come un movimento di solidarietà, di promozione e di aiuto reciproco dei lavoratori di fronte alla nuova società industriale. Da subito l’’interesse e la preoccupazione principali sono messe nel miglioramento delle concrete condizioni lavorative e dunque nel raggiungimento di contratti collettivi che possano assicurare delle dignitosesituazioni di lavoro nelle varie aziende. Ben presto però cresce anche un’altra esigenza, quella di una migliore formazione del lavoratore sia nei riguardi del campo sindacale (indirizzo programmatico, ideali e valori di riferimento) sia nel campo professionale (possibilità di migliorare la propria qualifica professionale). Partendo dall’esperienza delle Leghe Operaie Cattoliche (LOC) sorte a partire dal 1902-3, l’Organizzazione Cristiano-Sociale Ticinese (OCST) si costituisce nel 1919. Il primo dopoguerra è un momento difficile, l’economia conosce una breve ma forte crisi (1921-23), poi un ristagno e una breve ripresa alla fine degli anni Venti. Il nuovo sindacato cristiano-sociale non riesce a svilupparsi e conduce un’attività soprattutto di tipo mutualistico; il mondo del lavoro ticinese a quel tempo è poi dominato dalla Camera del lavoro e dalle sue federazioni, di tendenza socialista. Nei primi statuti del sindacato (1920) fra gli scopi vi è subito quello di tenere “corsi d’istruzione sociale e di propaganda, conferenze, letture” (art. 3 e.), mentre nel regolamento per le sezioni cristiano-sociali, sempre in quegli anni, si precisa anche quello di “sviluppare fra i soci una fraterna amicizia e lo studio delle questioni economiche-sociali ritenute vantaggiose per i soci” (art. 2 c.). Le risorse a disposizione in realtà sono poche, ma comunque vengono organizzati vari regolari incontri di propaganda, delle “settimane sociali” di formazione sull’insegnamento sociale della Chiesa e alcuni corsi sociali agricoli, in collaborazione con le Leghe Agrarie del Locarnese. Il gruppo sindacale più attivo nel campo della formazione per vari anni è costituito dall’associazione degli Impiegati e commessi di Lugano, che inizia a organizzare tutta una serie di corsi di lingua, frequentati da qualche decina di lavoratori e lavoratrici. Questa sezione sindacale organizza poi anche una biblioteca popolare interna aperta a tutti, che sembra però non avere mai avuto particolare successo.  Il segretariato offre anche un ufficio di collocamento, un servizio modesto ma che cerca di aiutare i propri soci nella ricerca di un lavoro, accanto ai più organizzati uffici cantonali (mentre fin dai tempi delle LOC si erano costituite delle proprie molto limitate ma utili casse di assicurazione contro la disoccupazione).

Il giornale sindacale “il Lavoro”, pubblicato dal 1920 (salvo una sua forzata cessazione dal 1927 al 1932) è poi considerato da subito un importante strumento al servizio delle conquiste dei lavoratori e anche uno strumento di formazione e di informazione. Accanto agli articoli sulle attività e sulle lotte del sindacato compaiono così numerosi testi a carattere dottrinale sull’insegnamento sociale della Chiesa, su varie questioni sociali ma anche su precise questioni legate alle professioni. Gli anni Trenta vedono l’OCST, guidata dal nuovo giovane e dinamico segretario cantonale don Luigi Del-Pietro (1906-1977) riuscire ad avere un forte sviluppo - malgrado il momento di forte crisi economica - proprio grazie ad una serie di attività, di servizi a favore dei lavoratori e anche a decise lotte in alcuni settori professionali. Fra gli impegni a tutto campo di Del-Pietro e dei suoi collaboratori sicuramente vi è anche la formazione del lavoratore, sia nel senso di una migliore comprensione dell’insegnamento sociale cristiano (e dunque una grande attenzione al magistero papale e a quello dei vari vescovi attivi in questo settore) sia in quello di una sempre migliore promozione della professionalità del lavoratore. Del-Pietro favorisce così l’organizzazione sia di ritiri spirituali e settimane sociali per operai, sia di corsi di formazione professionale. Lui stesso lungo tutta la sua vita rimane in un atteggiamento di impegno personale di documentazione e aggiornamento permanenti, come confermavano la sua enorme biblioteca e le sue moltissime e disparate riviste, con una preferenza per l’area culturale francese. Testimonianza di questo impegno sono le sue moltissime serate-conferenze, gli opuscoli, gli articoli su “il Lavoro”, le giornate dedicate a temi precisi, ecc. Sicuramente Del-Pietro avrebbe volentieri curato anche un approfondimento di aspetti di tipo culturale legati alla visione cristiano-sociale, ma le risorse sia umane sia finanziarie erano scarse, mentre sempre impellenti erano gli imperativi legati all’attualità strettamente sindacale. Così i temi più culturali erano lasciati a qualche iniziativa dell’Azione Cattolica, di altri gruppi dell’associazionismo cattolico o anche del Partito Conservatore. Del resto anche gli interessanti tentativi del movimento sindacale di orientamento socialista di creare una Scuola universitaria popolare negli anni Venti o la costituzione dell’Ente cantonale di cultura operaia (ECCO) negli anni Trenta non riuscirono a essere coronati da molto successo.

Riprendiamo in breve a considerare l’impegno del sindacato per la formazione professionale. Verso la metà degli anni Trenta l’OCST ha circa 5000 soci (ma sono in rapida crescita!) di cui oltre 1500 disoccupati, e i vari gruppi sindacali organizzano corsi di lingua per gli impiegati, di disegno per i giovani muratori, di perfezionamento per gli elettricisti; le persone che partecipano a questi corsi sono circa un centinaio. Nel dopoguerra l’OCST riprende a organizzare tutta una serie di corsi specifici, che rispondono a bisogni particolari: corsi per giovani muratori, di lingua, di taglio e confezioni, di economia domestica, di pittura su ceramica, ripartiti su varie località: Lugano, Locarno, Mendrisio e a volte anche Bellinzona e Magliaso. L’impegno è molto importante: gli Annali del sindacato riportano 45 corsi per 703 persone nel 1946-49 e ben 73 corsi per 922 lavoratori e lavoratrici nel 1949-.53. Altro grande impegno poi quello riguardante la protezione degli apprendisti e l’impegno per una loro sempre migliore formazione, sforzo concretizzato nel lavoro in seno alle varie Commissioni professionali; da ricordare il lungo impegno di Giovanni De-Giorgi, vice-segretario sindacale, nella Commissione cantonale di vigilanza sugli apprendisti. Negli anni Cinquanta i corsi diminuiscono, soprattutto quelli di lingua, anche come effetto della sempre migliore scolarizzazione delle persone nel cantone e probabilmente delle accresciute possibilità di altri enti di offrire corsi di formazione. In effetti in quegli anni vi sono importanti iniziative sia di enti privati sia da parte dello Stato. Nel 1957 si apre a Lugano la prima Scuola Club Migros della Svizzera italiana (nella Svizzera interna erano iniziati già vari anni prima), mentre nel 1963 il Cantone organizza i primi Corsi per adulti. Entrambe queste iniziative – la Migros propone in genere un approccio meno scolastico e più ludico e di appagamento personale rispetto alle proposte dei Corsi per adulti - conoscono un buon successo e un allargamento progressivo delle varie tematiche offerte. Con il boom economico nascono comunque nuovi e differenziati bisogni, e per esempio il sindacato offre dei corsi di perfezionamento nel campo dell’edilizia e degli impiegati di banca; continuano le giornate di formazione per fiduciari e attivisti del sindacato. Inizia poi in Ticino anche l’importante fenomeno - che ben presto diventa strutturale -  del forte afflusso di manodopera estera, sia di lavoratori stagionali, annuali e poi soprattutto di frontalieri. A partire dalla fine degli anni Cinquanta l’OCST inizia a collaborare con le ACLI, anche proprio per questioni legate all’orientamento e alla formazione dei lavoratori italiani. Vengono così pensate e favorite la partecipazione a varie iniziative di aggiornamento e perfezionamento. Nella risoluzione finale del congresso dell’OCST del 14 e 15 ottobre 1967 un punto è dedicato alla necessità di potenziare la formazione professionale e sindacale, e si auspica tra l’altro la possibilità che una seria formazione venga introdotta in tutti i contratti collettivi di lavoro e che l’OCST stessa faciliti o organizzi dei corsi di formazione sindacale e sociale.  Da segnalare che in memoria di monsignor Del-Pietro, scomparso nel 1977, viene istituito due anni dopo un Fondo a lui intitolato, avente come scopo di promuovere la formazione sindacale dei collaboratori, dei segretariati e degli associati del sindacato. Anche il congresso dell’OCST tenuto nel 1981 contiene nel suo Programma d’azione un capitoletto intitolato “Una fondamentale priorità: la formazione sindacale”, nel quale si auspica un rafforzamento di corsi e momenti di studio a indirizzo professionale ed interprofessionale. Nel frattempo gli anni del boom economico (1950-75) sono finiti e si entra in una nuova situazione di grandi, veloci e delicati cambiamenti: inizia la globalizzazione, la mondializzazione dell’economia, con tutte le note e fondamentali conseguenze.

La nascita e lo sviluppo del Centro di Formazione Professionale (CFP)

Negli anni Ottanta in Ticino la disoccupazione è ancora ridotta, ma i nuovi tempi preannunciano una più grande instabilità lavorativa. La necessità di corsi di formazione e aggiornamento ritorna all’ordine del giorno, e il sindacato ne prende coscienza.  Il congresso sindacale del 6 giugno 1987 presenta l’importante documento “L’OCST e il suo futuro”, che cerca di rispondere alle delicate sfide che le grandi trasformazioni del presente impongono. In questo senso nelle proposte del documento viene indicata la necessità di potenziare il campo della formazione professionale e dunque anche di dotarsi di un centro per la formazione dei lavoratori, in modo da “dare al lavoratore le capacità personali e professionali che lo rendano capace di controllare e dominare l’evoluzione dei processi in atto” e che possa contare su una propria struttura, avvalendosi della collaborazione di persone esperte nei vari campi. La nascita del Centro deve aspettare ancora qualche anno, ma intanto si potenziano subito i vari corsi offerti ai lavoratori, membri o meno del sindacato. E’ importante ricordare che fra le grandi novità di quegli anni vi è lo sviluppo delle nuove tecnologie e in particolare dell’informatica. Il sindacato già alla fine degli anni Sessanta - inizio anni Settanta aveva cominciato a collaborare con il Centro Elaborazioni Dati (CEDA), una ditta che partendo dall’elaborazione delle schede si era ben presto spostata nel settore delle nuove tecnologie. Infatti con questo ente l’OCST nel 1986 aveva costituito un centro di formazione in informatica. Così negli anni seguenti il sindacato organizza tutta una serie di corsi di informatica, di controllo numerico, di grafica, e si riprendono anche dei corsi di lingue.

logo cfpDal 1988 inizia una proficua collaborazione con l’Ente Nazionale ACLI di istruzione professionale (ENAIP), e nel 1990, per esempio, sono organizzati in tutto 23 corsi per un totale di 206 persone. Nell’ambito del perfezionamento professionale l’OCST presenta poi in quell’anno all’ Ufficio Federale dell’Industria Arti Mestieri e Lavoro (UFIAML) un proprio progetto di formazione linguistica per impiegati nel terziario comprendente anche soggiorni formativi all’estero. Negli anni seguenti un gruppo di giovani disoccupati può così seguire un corso intensivo in Germania, della durata di sei mesi. A partire dal 1991 inizia intanto un periodo di forte crisi del lavoro, conseguenza della ristrutturazione economica mondiale (globalizzazione). Anche in Ticino la disoccupazione aumenta e pure molti frontalieri perdono il posto di lavoro. I corsi di formazione proposti dal sindacato assumono in questo modo, oltre al classico significato di occasione per un aggiornamento professionale, anche il senso di una possibile riqualificazione professionale per le persone che hanno perso il lavoro. L’aumento delle richieste di questi corsi contribuisce a far riprendere e concretizzare l’intuizione delcongresso del 1987: nel febbraio del 1995 viene costituito il Centro di Formazione Professionale (CFP) dell’OCST, avente come scopo “l’organizzazione di corsi di formazione, aggiornamento, perfezionamento e riqualificazione professionale” e con Lorenzo Bassi come primo responsabile.

Il CFP riprende quindi e potenzia l’attività svolta già da molto tempo dal sindacato per migliorare la formazione professionale dei lavoratori. Già all’inizio i settori di intervento sono molteplici, ma possono essere divisi in tre grandi categorie e cioè l’informatica, la metalmeccanica e l’edilizia, a cui si aggiungono corsi di lingua, di iniezione ed accensione elettronica per i lavoratori delle officine, ecc. A partire da questo momento aumentano e si diversificano i corsi offerti in molti altri settori, con anche una certa regionalizzazione della formazione offerta. Le collaborazioni con altri enti e con lo Stato si sviluppano notevolmente, le prospettive (in forma anche molto originale…) di formazione si moltiplicano e si consolidano, secondo le varie esigenze dei lavoratori e l’evolversi della congiuntura economica. Negli ultimi anni il Centro di formazione professionale dell’OCST ha dunque progressivamente implementato nuovi servizi di consulenza e diversificato la propria offerta formativa con l’intento di rispondere ai bisogni degli associati, delle lavoratrici e dei lavoratori, nonché delle aziende e degli enti pubblici.

I corsi organizzati sono globalmente più di cento e le persone raggiunte attorno al migliaio. Al suo interno il CFP opera con le aziende di pratica commerciale (APC), con la società FORMAT Lingua Sagl, che organizza corsi di lingue e offre un servizio traduzioni, e con il Progetto Mosaico, servizio di orientamento e accompagnamento professionale. La lettura della Carta dei principi del CFP, documento del gennaio 2015, testimonia gli alti valori e ideali che sono perseguiti: la centralità della persona, la relazione impostata sul rispetto e l’accoglienza, la responsabilità personale, il rispetto, la disponibilità, la condivisione, il riconoscimento dell’altro, ecc. Il CFP, il cui attuale responsabile è Giuseppe Rauseo, contribuisce davvero molto validamente a far affrontare al sindacato e ai lavoratori le sfide che i nuovi  e non facili tempi impongono. Da ricordare, per concludere e riprendere un senso più generale di formazione sindacale, che nel 2010 si è costituita la Fondazione Mons. Del-Pietro (FMDP), avente lo scopo di recuperare e promuovere la ricerca storica e la formazione sul movimento cristiano-sociale ticinese.

(AG)