M.E.G. scambi per il reinserimento professionale

Nel 2011 la Conferenza della Svizzera italiana per la formazione continua degli adulti (CFC) ha aderito ad un partenariato europeo LLP (Lifelong Learning Programme) del progetto Leonardo da Vinci. Il partenariato denominato M.E.G.: Mobilising Experts in job Guidance mirava

ad una maggiore qualificazione degli esperti dell'orientamento (scolastico e professionale), condividendo le buone pratiche dei paesi partecipanti, tra cui l’Olanda, il Lussemburgo, l’Italia, la Germania e naturalmente la Svizzera. Questo lavoro comune aveva inoltre l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi favorendo la trasferibilità e l'adattamento delle buone pratiche presentate.

La visita/workshop di due giorni ad Amburgo è stata ricca di riflessioni e considerazioni su quanto proposto in ambito di orientamento e di formazione. Nel fitto programma, molto ben organizzato, abbiamo ricevuto una dettagliata presentazione del sistema formativo tedesco che ha molte somiglianze con quello svizzero come pure la possibilità di conoscere meglio la realtà tedesca in grande evoluzione. Una prima realtà è stata quella delle attività dell’organizzazione “Arbeits und Leben” (per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito www.hamburg.arbeitundleben.de) che ci ha permesso di vedere come è possibile far interagire le politiche del lavoro con la formazione, come pure la loro visione complessiva della presa a carico dei pubblici, indipendentemente dal loro status assicurativo.

Abbiamo percorso l’area di Wilhelmsburg, definita un’area disagiata con gravi problemi sociali, dove grazie ad un’attenta progettazione è stato possibile integrare tre livelli: investimento di recupero del territorio deindustrializzato, prospettiva della green economy ed investimento nella coesione sociale e di integrazione.

Qui abbiamo avuto l’opportunità di visitare alcuni progetti con un’impronta sociale, molto simili a quanto troviamo qui in Ticino.

Proprio nei giorni della nostra visita veniva inaugurata un’agenzia dedicata in modo esclusivo ai giovani. Il tema è stato quello del recupero, il più possibile anticipato, dei “drop out” e “early school leavers”. Si tratta di un tema che in forme diverse si presenta anche da noi, ma si manifesta soprattutto quando questi giovani diventano adulti e cadono in una situazione di marginalità. La presentazione ha insistito molto sui limiti del sistema tedesco che ha portato ad una riforma politica e all’attuale tentativo di riordino integrato delle misure attive e passive: l’obiettivo è di favorire la qualificazione professionale come antidoto alla disoccupazione di lunga durata e alla cronicizzazione dell’assistenza sociale.
Marina Bernardo Ciddio

La CFC ha partecipato al progetto coinvolgendo, attraverso un percorso formativo, quattro istituzioni sue partner interessate alla tematica. Alcuni collaboratori di CFP-OCST, ECAP, IUFFP e Labor Transfer SA hanno quindi preso parte alla proposta della CFC. Ai partecipanti al percorso formativo è stato chiesto di preparare una presentazione del proprio lavoro in ambito di orientamento e reinserimento professionale da esporre ai partner di progetto durante il workshop internazionale svoltosi a Camorino nel marzo 2012. I partecipanti hanno poi proseguito il proprio iter formativo partecipando a uno o più incontri internazionali all’estero dove hanno avuto la possibilità di confrontarsi con realtà e pratiche diverse. A seguito di queste visite si sono svolti degli incontri con il segretariato della CFC, durante i quali si è discusso dell’esperienza all’estero e si sono cercati gli elementi trasferibili nei progetti attivi sul nostro territorio.

Come detto, il partenariato ha contemplato anche un incontro in Ticino nel marzo 2012, che la CFC ha peraltro deciso di organizzare nello stesso periodo di ESPOprofessioni, affinché gli ospiti avessero la possibilità di visitarla. Strategia che si è rivelata vincente in quanto ha permesso ad alcuni partner di conoscere alcuni progetti di reinserimento professionali, di allargare la propria rete di contatti e quindi avviare nuove interessanti occasioni per lo sviluppo di successive attività.

Anche il workshop di chiusura a Trento ha permesso ai partecipanti di apprezzare gli sforzi degli attori pubblici e privati della provincia di Trento nell’organizzazione, in particolare, dei cosiddetti progetti ponte rivolti agli studenti di scuola media che necessitano di iniziative di orientamento volte a educare alla scelta di un percorso professionale o di studi superiori come pure a garantire il conseguimento del titolo conclusivo della scuola dell’obbligo oppure ancora di percorsi di pre-inserimento destinati a ragazzi in grande difficoltà sul piano dell’apprendimento per i quali si individua un’attività specifica legata alle abilità che questi ragazzi possono conseguire rispetto ad un futuro inserimento nel mondo lavorativo. Questi interventi hanno il grande pregio di prevenire la dispersione scolastica. Maggiori informazioni su questi temi sono reperibili visitando il sito www.vivoscuola.it.

Un aspetto interessante emerso dal confronto con la nostra realtà è la funzione svolta dall’apprendistato che in Italia è considerato più come una politica attiva del mercato del lavoro che parte integrante del sistema formativo pubblico. In effetti, si basa prevalentemente sull’incentivo economico che lo Stato fornisce alle imprese.
Giuseppe Rauseo

Il frutto di questi scambi esperienziali è rappresentato dalla raccolta delle schede descrittive dei progetti/programmi osservati durante le visite nei paesi partner. Tale raccolta è disponibile, in inglese, al sito www.conferenzacfc.ch/meg. 

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