Sviluppo delle competenze trasversali e benessere individuale, organizzativo e sociale

puzzle venditaProf. Claudio Palumbo – Università di Parma

Premessa

Di fronte alla globalizzazione, alla concorrenza e all’incertezza completamente diffuse, è sempre

 

 

più importante puntare alla consapevolezza e all’equilibrio dei singoli individui, affinché sappiano affrontare l’instabilità e sviluppino in positivo il loro contribuito ai gruppi, alle organizzazioni e al sociale in generale.“Flessibilità” e “specializzazione” sono due delle parole d’ordine dell’odierno contesto economico. Affinché non risultino due richieste in contrasto tra loro, occorre fornire ai lavoratori una solida preparazione sulle competenze trasversali, intesa come monitoraggio continuo delle proprie competenze, che permetta di comprendere meglio la direzione da intraprendere, superando la tendenza all’arroccamento “iperspecialistico”.

Rapporti con il benessere
L’implementazione delle competenze trasversali ha ricadute dirette sulla motivazione, sul benessere personale e, indirettamente, sul benessere organizzativo e sociale. E’ importante per la salute, il benessere personale e collettivo essere a conoscenza dei propri aspetti psicologici e dell’influenza che questi possono esercitare su di noi quando non ne siamo consapevoli. Imparare a guardarsi dentro (e a trasformarsi in “ricercatori” nei confronti degli altri) significa riuscire progressivamente a vedere e, almeno in parte, a superare le nostre paure e a evitare che il destino decida per noi.

Cosa rende trasversali le competenze
La trasversalità di una competenza riguarda la possibilità di essere utilizzata da uno stesso soggetto in più contesti differenti (e non da più soggetti in contesti simili). Per esempio sviluppare:

- il senso di responsabilità e di autonomia che richiede qualsiasi attività lavorativa;

- le capacità tecniche e intellettuali di collaborazione con gli altri;

- la pianificazione per la soluzione di problemi concreti;

- la realizzazione di progetti significativi.

La trasversalità non è una caratteristica propria di certi argomenti (come la comunicazione), quanto piuttosto una modalità di azione intenzionale del soggetto che rende possibile la loro funzionalità d’uso in contesti diversi da quelli in cui sono state acquisite le competenze (ad esempio nel lavoro, con gli amici, in famiglia, nella relazione di coppia, ecc.). Trasversale è quindi l’uso che è possibile fare di certe competenze, le quali, più di altre, si prestano a essere trasferite da un contesto all’altro.

Competenza è un insieme strutturato di conoscenze, abilità e atteggiamenti necessari per l’efficace svolgimento di un compito lavorativo. Se oltre a ricevere questo insieme strutturato di elementi, il soggetto sarà in grado di trasferirlo in contesti differenti della propria esperienza personale e professionale, allora avrà concretizzato la trasversalità, che necessita di azioni intenzionali dirette alla sua attuazione.

La domanda corretta da porsi non è dunque “cosa sono le competenze trasversali”, ma “cosa rende trasversali le competenze”. La risposta consiste proprio nella possibilità che le competenze (con diverse potenzialità) hanno di poter essere acquisite in un certo contesto e utilizzate in altri differenti, consentendo al soggetto di svolgere efficacemente una certa attività, risolvere un problema e giungere ai risultati attesi.

Si elencano sei aree che delineano le principali competenze potenzialmente trasversali.

1. La capacità di comunicare ad altri idee, sentimenti e informazioni, utilizzando modalità e forme di espressione differenti, nonché comprendendo, e quindi sapendo gestire, gli effetti che la nostra comunicazione ha sugli altri e viceversa.

2. La capacità di lavorare in gruppo, di collaborare valorizzando le differenze individuali e sapendo gestire correttamente le dinamiche di gruppo.

3. La capacità di risolvere problemi, partendo dall’analisi della situazione, passando dall’uso di strumenti e strategie adeguate, fino a giungere all’ipotesi, alla progettazione e alla realizzazione della soluzione scelta.

4. La capacità di gestire efficacemente situazioni difficili soprattutto dal punto di vista relazionale, ovvero situazioni potenzialmente conflittuali, confronti tra opinioni e atteggiamenti differenti, o situazioni fonte di notevole stress.

5. La capacità di riflettere per aumentare la consapevolezza rispetto a ciò che influenza e guida il proprio pensiero, giungendo in questo modo a un maggior controllo dello stesso.

6. La capacità di fare un bilancio delle competenze possedute e del loro livello di sviluppo, in modo da rendere possibile la trasversalità potenzialmente contenute nelle stesse.

Riferimenti Bibliografici 

Herzberg, F. (1959). The motivation to work. London: Wiley.

Palumbo, C. (2006). Andare oltre. Idee per lo sviluppo delle competenze trasversali. Parma: Edizioni Santa Croce.

Palumbo, C. (2010). Andare oltre 2. Ricerche per lo sviluppo delle competenze trasversali. Parma: Edizioni Santa Croce.

Palumbo, C. (2011). Andare oltre 3. Interpretazione del rapporto tra soggetto e mass media. Parma: Edizioni Santa Croce.

Palumbo, C. (2013). Benessere individuale, organizzativo e sociale attraverso lo sviluppo delle competenze trasversali. il Dialogo. Agno (Svizzera): Bimestrale delle ACLI (Svizzera), 2, XXIII, 9.

Palumbo, C. (2013). Soft Skills and Job Satisfaction. Two Models in Comparison. Universal Journal of Psychology. Horizon Research Publishing Ltd., Cal., USA,1, 3, Oct. 2013, 103-106.

Quaglino, G.P. (1999). Voglia di fare: motivati per crescere nell’organizzazione. Milano: Guerini & Associati.