La fragilità che è in noi

logorubricaDal libro di Eugenio Borgna “La fragilità che è in noi” per rammentarci della nostra dimensione umana così delicata e forte al tempo stesso.

La fragilità è un modo di essere emozionale ed esistenziale che vive del cammino misterioso che porta verso l’interno, e che non si riconosce se non andando al di là dei comportamenti e scendendo negli abissi della nostra interiorità, e dell’interiorità altrui.

Ancora oggi si tende ingiustamente a guardare alla fragilità come a una forma di vita inutile e antisociale, e anzi malata, cha ha bisogno di cure, e che non merita nel migliore dei casi se non compassione; e non si sanno intravedere in essa le tracce incandescenti della sensibilità e della gentilezza, della timidezza e della tenerezza, della creatrice malinconia leopardiana.

Certo, come la sofferenza passa, ma non passa mai l’avere sofferto, così anche la fragilità è un’esperienza umana che, quando nasce, non mai si spegne in vita, e che imprime alle cose che vengono fatte, alle parole che vengono dette, il sigillo della delicatezza e dell’accoglienza, della comprensione e dell’ascolto, dell’intuizione dell’indicibile che si nasconde nel dicibile. Sì, ci sono momenti in cui la presenza, o almeno la percezione, che ciascuno di noi ha della propria fragilità si accentua, o si inaridisce; ma in ogni caso dovremmo educarci a riconoscerla in noi ma soprattutto a riconoscerla negli altri da noi: un impegno etico, questo, al quale noi tutti siamo chiamati in vita.”