Per un coordinato sostegno ai giovani che entrano nel mondo del lavoro

L’estate coincide, per numerosi giovani, con la fine della formazione di base e con la ricerca di uno sbocco professionale. Il passaggio dalla formazione al lavoro è diventato, anche in condizioni congiunturali normali, più arduo e tribolato rispetto al passato. L’accresciuto contesto competitivo nel quale si muove l’economia genera una intensificata selettività del mercato del lavoro, penalizzando in particolare le fasce giovanili. La crisi economica odierna non fa che dilatare ulteriormente gli ostacoli che si frappongono ad un loro celere inserimento nel mondo del lavoro. Sulla collettività ricade perciò la responsabilità di agevolare al meglio il contatto e l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Va in particolare evitato che il primo impatto con il contesto professionale avvenga all’insegna del rifiuto e del disinteresse per le loro prospettive di inserimento.

Uno strumentario da utilizzare con sistematicità

In ambito federale e cantonale sono stati elaborati strumentari interessanti. Il Consiglio federale ha del resto appena proposto ulteriori misure nell’ambito del terzo pacchetto per la stabilizzazione dell’economia e dell’occupazione, che è soprattutto centrato su provvedimenti a sostegno delle persone senza impiego. E’ ora soprattutto indispensabile impiegare in maniera sistematica e coordinata i provvedimenti disponibili. Senza entrare in questa occasione nel merito dei singoli provvedimenti, l’OCST attira cioè l’attenzione sulla necessità di puntare su una loro applicazione capillare che è inscindibile da un incremento di collaborazione e coordinamento tra gli organismi maggiormente coinvolti (Uffici regionali di collocamento, Ufficio delle Misure attive, Divisione della formazione professionale, Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale...).

Orientamento formativo e professionale

E’ opportuno che, qualora manchi una rapida prospettiva di lavoro, al giovane sia offerta la possibilità di effettuare una verifica approfondita della formazione acquisita, dei suoi possibili completamenti, delle attese professionali e dei possibili sbocchi lavorativi. In questo ambito non può mancare la valutazione di eventuali percorsi formativi aggiuntivi, che concorrano a consolidare la posizione del giovane sul mercato del lavoro. Questo compito può essere solo parzialmente svolto dagli Uffici regionali di collocamento (URC), ai quali fanno capo i giovani in caso di disoccupazione. Il loro obiettivo risiede infatti nell’inserimento più rapido del giovane in un’attività lavorativa. Si tratta perciò di un compito che deve coinvolgere anche le istanze di orientamento. E’ da loro che deve essere fornito un contributo focale all’elaborazione di un progetto formativo e professionale del giovane giunto al termine della formazione di base.

Misure del mercato del lavoro

Nel caso in cui i giovani facciano capo all’assicurazione disoccupazione, è indispensabile evitare che si riducano a passivi beneficiari di indennità. Ogni giovane dovrebbe essere inserito in una misura del mercato del lavoro (corsi di formazione, stage, periodo di pratica professionale, azienda di formazione, programmi di occupazione..). Il periodo di disoccupazione deve potere essere trasformato in un momento di investimento volto ad intensificare i requisiti professionali. La Sezione cantonale del lavoro dovrebbe cioè tendere ad un inserimento generalizzato dei giovani nei provvedimenti del mercato del lavoro. A questo scopo è in particolare necessario che siano reperibili sufficienti posti di stages e di pratica professionale . Alla ridotta offerta odierna va contrapposta un’azione strutturata di coinvolgimento delle associazioni padronali, delle comunità contrattuali e delle singole imprese.

Coordinamento degli organismi cantonali

Gli indirizzi di impegno ai quali si è accennato evidenziano la necessità che gli uffici statali direttamente coinvolti (in particolare la Sezione del lavoro, la Divisione della formazione professionale e la Divisione della Scuola) operino in modo coordinato. Pur rispondendo a logiche e obiettivi diversificati, devono potere concordare gli interventi in favore dei giovani, perseguendo le soluzioni più adeguate per il loro futuro.
L’OCST si appella perciò al Consiglio di Stato (in particolare ai Dipartimenti DFE e DECS) affinché sia affinato un modello di collaborazione tra le istanze che si occupano dell’orientamento, della formazione professionale e del collocamento dei giovani, così da essere efficaci nell’attuazione delle misure a loro sostegno.

O C S T
Segretariato cantonale
M. Robbiani

Lugano, 23 giugno 2009