Disoccupazione in aumento...

... ed in Ticino le previsioni sono grigie per l'autunno.

Luca Camponovo Responsabile Cantonale Cassa Disoccupazione OCST

Secondo i dati statistici, elaborati dalla Segreteria di Sato dell'economia (SECO) di Berna, alla fine di agosto 2013, per il secondo mese consecutivo, si è registrato un aumento del numero de! Disoccupati a livello svizzero arrivando a toccare quasi 130 mila persone senza lavoro. Rispetto ad agosto del 2012, il numero dei disoccupati a livello svizzero è aumentato di oltre 10 mila unità mentre il tasso percentuale di disoccupazione risulta essere del 3%.

Il primo aspetto rilevante da evidenziare, esaminando le statistiche, è l'aumento della disoccupazione giovanile, ossia dei giovani senza lavoro di età compresa tra i 15 ed i 24 anni. Per contro, secondo i responsabili della SECO, questo peggioramento è stato compensato dal calo, anche se ridotto, dei disoccupati nelle altre fasce di età grazie ad una congiuntura positiva che sostiene il mercato del lavoro. Inoltre a livello federale si prevede, nei mesi di settembre ed ottobre, una diminuzione della disoccupazione a tale punto che gli esperti economisti desiderano rivedere al ribasso, ad inizio autunno, le attese relative al tasso di disoccupazione. Questa indicazione è suffragata anche dagli economisti consultati dal KOF (Centro di ricerca con congiunturale del Politecnico di Zurigo) e dall'UBS dove si desidera ritoccare verso l'alto le previsioni sul PIL (Prodotto Interno Lordo) soprattutto per il settore edile e degli investimenti in beni strumentali quali i macchinari, i computer e le attrezzature varie. Inoltre le esportazioni dovrebbero progredire sostanzialmente e quindi si prevede che il tasso medio di disoccupazione a livello federale si assesti intorno al 3,2% per il corrente anno e per l'anno prossimo.

 

In Ticino invece la situazione a mio avviso risulta essere più complessa in quanto oltre all'aumento registrato, rispetto al precedente mese di luglio, oltre al numero effettivo dei disoccupati che risulta superiore del 2,8% rispetto a quello del mese di agosto 2012, ci dirigiamo verso un autunno particolarmente grigio dove sicuramente non possiamo ipotizzare miglioramenti del tasso percentuale in quanto subiamo l'effetto stagionale con la riduzione di impieghi nei vari settori coinvolti quali l'alberghiero e quello edile. Appare inoltre particolare la considerazione che in termini assoluti, l'aumento più consistente del numero di disoccupati si è registrato nella professione dell'edilizia ed in quella commerciale e amministrativa. Considerato inoltre che abbiamo riscontrato, in queste ultime statistiche del mese di agosto 2013, un aumento del numero delle persone che hanno esaurito il diritto alle indennità di disoccupazione, possiamo evidenziare che ci troviamo di fronte ad un autunno delicato dove occorrerà mettere parecchie forze per contrastare questa tendenza negativa segnalata e prevista per il nostro Cantone.

Emblematico appare l'articolo di fondo pubblicato negli scorsi giorni sul Corriere del Ticino dove viene sostanzialmente ripreso quanto il nostro Sindacato sta "predicando” , da parecchio tempo, per tentare di ovviare alla difficoltà dei nostri Assicurati di reperire, una volta in disoccupazione, una nuova attività lavorativa. Infatti dopo aver effettivamente constatato che la disoccupazione aumenta pur in presenza di una crescita economica interessante, si chiede di rafforzare la formazione della manodopera residente, di far aumentare il senso di responsabilità di coloro che decidono le assunzioni nelle aziende e di potenziare gli incentivi cantonali all'assunzione di lavoratori residenti.

Sono tre vie fondamentali e condivisibili in maniera assoluta anche perché, come sopra riportato, sono strade che il nostro Sindacato ha ripetutamente tracciato per arrivare ad una soluzione importante per i nostri “senza lavoro”. Solo così potremo effettivamente ridurre il tasso di disoccupazione in Ticino e dare maggiore forza alle famiglie dei disoccupati che attualmente vivono un periodo di forte crisi economica ma soprattutto personale che si ripercuote poi sul tessuto sociale del nostro Cantone .