Da un libro per bambini…riflessioni utili per gli adulti

logo rubricaFin dove si può arrivare con un battito d’ali?
Le ali degli uccelli hanno penne e piume. Quelle delle persone hanno parole. Però non tutte le parole ti aiutano a spiccare il volo. Solo le parole che esprimono con chiarezza ciò che provi ti danno più possibilità di volare. Il dizionario delle emozioni, l’Emozionario, ti spingerà a battere le ali in un modo molto speciale…
E non vorrai più smettere di volare.
Gratitudine
La gratitudine è l’anima della parola «grazie». E si moltiplica ogni volta che sei capace di riconoscere, nella quotidianità, un regalo: il sorriso di un amico, una canzone, una pietanza appetitosa…
La gratitudine ti insegna a goderti di più la vita. È la porta per la felicità. Quando avevo dieci anni, mia nonna mi regalò un «diario della gratitudine» e mi sussurrò:
«Io ne ho uno uguale a questo. Ogni sera, ci scrivo le cose per cui ho provato gratitudine. Poi lo metto sotto il cuscino e succede una cosa meravigliosa: il contenuto del diario entra nei miei sogni e diventa il regno della felicità… E questa felicità mi accompagna per tutto il giorno successivo».
Serenità
La serenità è una sensazione di calma e armonia. Nasce nel più profondo del tuo essere e ti pervade fino a risultare visibile al tuo sguardo. Una persona serena è tranquilla, affabile e chiede le cose con cortesia e dolcezza.
La serenità illumina la mente?
Sì. Lo fa attraverso i tuoi occhi, dandoti una vista speciale. Una specie di superpotere con cui puoi vedere più chiaro ciò che succede e ciò che è già successo. Per questo, per esempio, ti passa la rabbia quando capisci che qualcosa non aveva veramente importanza. È strano: la serenità si può esercitare come un muscolo. Allenarla aiuta ad aumentare la nostra felicità.
«Emozionario – Dimmi cosa senti»,
Cristina Nunez Pereira, Nord-Sud Edizioni.

Iride: formazione, lavoro pratico e coaching

Iride logo senzatestoNegli ultimi anni il Centro di formazione professionale dell’OCST (CFPOCST) ha progressivamente diversificato la sua offerta di corsi e servizi e oggi la sua attività spazia dai corsi di formazione continua per gli adulti, alla gestione delle aziende di pratica commerciale (APC), dai servizi di orientamento e accompagnamento professionale ai percorsi di sostegno al collocamento.

Le persone che si rivolgono al CFP-OCST richiedono risposte sempre più articolate e integrate, che permettano non solo di acquisire o consolidare competenze, ma anche di alternare teoria e pratica, per prepararsi ad affrontare un mercato del lavoro sfidante e competitivo. Per dare un seguito a questi stimoli, il CFPOCST ha progettato Iride che da oltre un anno è una realtà nella nostra sede distaccata di Canobbio (zona Resega): nel 2016 il team di formatori, coach e consulenti del progetto Iride ha complessivamente accolto 37 persone, di cui 7 hanno svolto soltanto la pratica in APC (3 giorni alla settimana), 20 hanno frequentato solo la parte formativa (2 giorni alla settimana), mentre 10 sono state inserite a tempo pieno per alcuni mesi alternando teoria e pratica commerciale.

Iride combina sapientemente e in maniera flessibile competenze presenti nei suoi tradizionali settori di attività per rispondere in particolare ai bisogni di un pubblico confrontato con la transizione di carriera. Uno dei primi obiettivi del percorso in Iride è fornire una possibilità di accertamento professionale grazie al confronto con una ricostruzione fedele della realtà lavorativa d’ufficio, che consenta di verificare la capacità di mantenere impegni e orari, di dedicare una quantità di tempo importante della giornata ad attività strutturate, condividere lo spazio fisico con un gruppo di persone e intessere nuovi legami interpersonali. Tutti presupposti necessari alla ripresa di qualsivoglia attività, che non è
opportuno dare per scontati. Iride è dunque un luogo pensato per persone con differenti storie ed esigenze: in transizione di carriera di qualunque età e nazionalità, che vogliono o devono cambiare lavoro o settore professionale (riqualifica), persone alla ricerca di un’occupazione, giovani delle scuole di commercio private o neo-diplomati in entrata nel mercato del lavoro, oppure ancora persone con difficoltà in ambito motivazionale o fragilità personali, magari inattivi da tempo. È previsto un bilancio iniziale che permette ai potenziali partecipanti di migliorare la conoscenza di sé relativamente ad aspetti importanti per la riattivazione personale e professionale, di fare chiarezza rispetto ai propri obiettivi e ad impostare una strategia di breve e medio termine per affrontare la loro situazione. 

Durante il percorso vengono monitorati continuamente, sia il lavoro svolto, sia le competenze acquisite dai partecipanti sulla scorta di un progetto professionale individuale. 

Tutti i partecipanti di Iride lavorano in team e realizzano lavori concreti nei diversi settori: segretariato, contabilità, risorse umane, acquisti, vendite/marketing, gestione di progetti... 

La partecipazione alle attività proposte nel percorso Iride può avvenire secondo tre modalità diverse:

1. solo pratica commerciale/accertamento professionale/allenamento al lavoro 3 giorni alla settimana (MA, GIO e VE 8:00/11:45-12:15/16:00) per una durata da stabilire secondo le necessità;
2. solo interventi formativi 2 giorni alla settimana (LU e ME 9/12- 13/16)

Corso di segretariato, 192 ore, dal 29 maggio al 4 ottobre 2017
Corso ECDL Base, 90 ore, dal 31 maggio al 6 ottobre 2017
Corsi di lingue (tedesco e/o inglese), 96 ore; da giugno 2017
Altre tipologie di corsi (individuali o collettivi) da individuare caso per caso
3. percorso completo IRIDE
LU-VE, a tempo pieno o secondo il grado di abilità lavorativa fino a un massimo di 9 mesi (dal 29 maggio 2017 al 28 febbraio 2018). Il percorso completo include:
• pratica commerciale, 3 giorni alla settimana;
• interventi formativi, 2 giorni alla settimana
(linguistici, informatici e di segretariato);
• bilancio delle competenze (empowerment);
• percorsi di sostegno al collocamento (coaching).
L’accompagnamento individuale (empowerment e coaching) si prefigge di supportare il partecipante nel perseguimento degli obiettivi del suo progetto professionale, di fornirgli la possibilità di un confronto costante e specifico
che rinsaldi l’autostima e lo aiuti a superare il delicato momento di transizione. Al termine del percorso proposto, seguito per intero o secondo una combinazione personalizzata, sarà costruito un Portfolio delle competenze con la raccolta sistematica dei documenti personali, dei certificati di lavoro per la parte pratica, degli attestati di frequenza dei corsi di formazione ed eventualmente dei diplomi conseguiti a seguito di esami ufficiali. 

 

Testimonianza Progetto Mosaico

logo rubricaCi sono periodi nella vita dove, per una ragione o per l’altra, si entra in crisi.

La crisi può presentarsi in vari ambiti della vita: qualche settimana fa ho avuto una crisi profonda nell’ambito lavorativo a causa del non riconoscimento dei miei talenti e sforzi e conseguente mancata promozione. Questa crisi già conosciuta in passato si è ripresentata più intensamente (o in maniera più intensa) e dal momento che non l’avevo affrontata in precedenza è tornata e ne sono stata travolta. Un mio amico mi disse a chiare lettere: “sei in una fase di burnout”! parola a me sconosciuta fino a quel momento.

Per saperne di più, ho chiesto al signor Google, e, navigando, navigando approdo al sito del CFP- OCST dove mi colpisce  il percorso del Progetto Mosaico.
Ho chiamato e la consulente che mi ha risposto, Marina, mi ha fatto sentire subito a mio agio, sono stata ascoltata, e consigliata sul tipo di percorso che avrei potuto fare. La consulente mi ha fissato il primo appuntamento con il suo collega Paolo per la settimana successiva. Alla fine della telefonata mi sentivo già più tranquilla poiché avevo percepito di trovarmi nel posto giusto. Ero sempre in crisi ma più speranzosa.

Dopo il primo appuntamento con il consulente Paolo inizio il percorso.

Ho trovato professionalità, non giudizio, ho preso coscienza di quali e quante competenze ho e di quanto valgo. Il tutto in un’atmosfera rilassata e molto confortevole.

Ho potuto riflettere sull'etimologia della parola crisi e mi piace considerare il significato di “crisis” in greco ossia coglierne (anche) le sfumature positive, in quanto un momento di crisi é anche un momento di riflessione, di valutazione, di discernimento e può trasformarsi nel presupposto necessario per un miglioramento e una ripartenza. Almeno per me è stato così.

Ho capito che a volte si ha solo bisogno di una mano di qualcuno che possa far chiarezza o meglio far vedere altri punti di vista e modi per giudicare la stessa situazione.

Ho compreso che il confine tra la crisi distruttiva e la crisi costruttiva (crisis) è sottile e si necessita di un aiuto per trasformarla  in un’opportunità costruttiva.

Ringrazio il signor google (J), Ringrazio la crisi e Ringrazio questo progetto e i consulenti che mi hanno accolta e accompagnata in questo mio momento.

Un grazie di cuore

Una partecipante di anni 42 

Ogni tanto… fermiamoci e pensiamo!

logo rubricaUn aspetto importante del percorso che offriamo come Progetto Mosaico è invogliare le persone a riflettere sulla propria vita per chiarire il proprio pensiero ancora prima di immaginare una nuova visione, una nuova progettualità futura, in gergo si dice «fare il punto».
Spesso scopriamo che le persone tendono a vivere come se avessero inserito il pilota automatico e l’evento inaspettato (una malattia o un infortunio) obbliga a fermarsi e a pensare.
Riflettere sulla propria vita non significa continuare a rimuginarci sopra, piuttosto, quando invitiamo le persone a «fare il punto» (non sempre è possibile) succede che iniziano a fare il proprio autoritratto, poiché questo accade quando si vive una vita esaminata.
Potremo dire che facciamo una fotografia di ciò che sta accadendo ma non è così poiché la fotografia di una persona non ha mai la profondità che può avere un ritratto di un pittore. La fotografia e il ritratto racchiudono una diversa quantità di tempo. La prima, è uno «scatto», mostra un particolare momento del tempo e l’aspetto che la persona aveva in quel preciso istante. Mostra ciò che mostrava la sua superficie. Durante le lunghe ore richieste da un ritratto, invece, il soggetto mostra una variegata gamma di caratteristiche, emozioni e pensieri, ognuno dei quali si rivela sotto luci differenti. Combinando diverse immagini della persona, scegliendo ora questo aspetto, ora quel tendersi di un muscolo, qui un bagliore di luce, lì una linea più profonda, il pittore unisce questi diversi frammenti di superficie, fino ad allora mai apparsi simultaneamente, a formare un ritratto più ricco e più profondo.
Questo accade durante il percorso del Progetto Mosaico, invece del pennello usiamo la parola e l’ascolto, invece del cavalletto delle comodissime poltrone in un ambiente accogliente dove aiutiamo le persone a conoscere cose che la superficie visibile non mostrava e mettere in risalto, per portare alla superficie, quello che c’è al di sotto.

Il nuovo colosso

logo rubrica

di Emma Lazarus, New York, 1883
Non come il gigante di bronzo di greca fama, che a cavalcioni da sponda a sponda stende i suoi arti conquistatori:

Qui, dove si infrangono le onde del nostro mare

Si ergerà una donna potente con la torcia in mano,

la cui fiamma è un fulmine imprigionato, e avrà come
nome Madre degli Esuli. Il faro
nella sua mano darà il benvenuto al mondo, i
suoi occhi miti scruteranno quel mare che giace fra due città.
Antiche terre, – ella dirà con labbra mute
– a voi la gran pompa! A me date
i vostri stanchi, i vostri poveri,
le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi,
i rifiuti miserabili delle vostre spiagge affollate.
Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste,
e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata.


Questa poesia, dedicata alla Statua «Libertà che illumina il mondo», (è questo il nome ufficiale) che troneggia al centro della baia di New York, venne scritta da Emma Lazarus, giovane poetessa ebrea.
Il sonetto venne inciso su una lapide affissa al piedistallo, poi ricollocato, nel 1945, sopra l'ingresso principale della statua.