Testimonianza di un partecipante di anni 56

logorubricaIl Progetto Mosaico è un percorso di analisi personale e professionale organizzato dal CFP-OCST. A causa dei gravi problemi di salute che mi affliggono ormai da mesi e che mi impediscono di poter svolgere la mia attuale attività lavorativa sto beneficiando dell’intervento tempestivo offerto dall’Ufficio Assicurazione Invalidità «AI». La consulente AI mi ha consigliato questo percorso dove ho potuto conoscere una persona altamente preparata e qualificata, grazie alla quale attraverso colloqui conoscitivi, confronti, esercizi su schede preposte ad esplorare le mie competenze professionali e personali, siamo riusciti a capire ed a conoscere meglio le mie capacità, le mie potenzialità, ma anche le mie debolezze e le mie lacune professionali. Individuate le mie scarse competenze informatiche, ho potuto beneficiare, con il sostegno dell’AI, di un corso avanzato di informatica, per me importantissimo, poiché in tal modo, sarò in grado di presentare alle aziende, a cui andrò a proporre la mia candidatura per una nuova posizione lavorativa, un Curriculum Vitae, non soltanto compilato in modo più corretto rispetto al Curriculum che proponevo io, ormai obsoleto, ma anche più completo per quanto riguarda le competenze professionali.
PROGETTO MOSAICO

Una stella sulla strada di Betlemme

logorubricaIncontriamo persone che hanno perso il lavoro perché si sono ammalate, perché si sono infortunate, perché la loro azienda deve essere ridimensionata o addirittura chiude. Ognuno di loro è alla ricerca di una stella che possa illuminare il loro cammino.
Natale è alle porte e a loro vogliamo dedicare questa poesia.


UNA STELLA SULLA STRADA DI BETLEMME
di Boris Pasternak
Era inverno
e soffiava il vento della steppa.
Freddo aveva il neonato nella grotta
sul pendio del colle.
L’alito del bue lo riscaldava.
Animali domestici stavano nella grotta.
Sulla culla vagava un tiepido vapore.
Dalle rupi guardavano
assonnati i pastori
gli spazi della mezzanotte.
E lì accanto, sconosciuta prima d’allora,
più modesta di un lucignolo
alla finestrella di un capanno,
tremava una stella
sulla strada di Betlemme.

Vivere ai tempi della post-verità

logo rubrica

Post-truth, cioè post-verità, è la parola dell’anno per l’Oxford dictionary. Il termine «denota o si riferisce a circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti degli appelli a emozioni e credenze personali nel formare l’opinione pubblica».
Tra tutte le parole considerate, post-truth è apparsa come quella che cattura meglio l’attuale spirito del tempo e ha il potenziale per restare «culturalmente significativa nel lungo periodo».
Siamo proprio messi bene.
La notizia interessante è che, come non sempre succede, la medesima parola è selezionata dall’Oxford dictionary sia per gli Stati Uniti sia per il Regno Unito. Del resto, tra Brexit e Trump, entrambi i paesi hanno avuto la loro dose da cavallo di post-verità.
L’altra notizia interessante è che la scelta del termine post-truth era stata compiuta già prima che i risultati delle elezioni americane fossero noti. È proprio la recente campagna elettorale statunitense a offrirci una collezione di elementi tale da restituire una vivida idea di quel che significa vivere ai tempi della post-verità.
Gli anglosassoni parlano di «camere dell’eco». Un bell’articolo dell’Independent descrive perfettamente il fenomeno, dove non esiste la verità dei fatti, perché ciascuno ha selezionato e riceve solo le notizie e i commenti con i quali concorda a priori. Ed eccoci a un altro punto interessante: «Anche noi», scrive ancora l’Independent, «ci siamo ritirati nelle nostre camere dell’eco, ripetendoci a vicenda opinioni di cui siamo già convinti».
Uscire dalla bolla
Questo, credo, succede perché sono state fatte due cose giuste, doverose e legittime, e una sbagliata: giusto e legittimo sbugiardare bufale e menzogne, e ignorarne l’esistenza all’interno della narrazione sui mezzi d’informazione più autorevoli.
Sbagliato e ingenuo, però, sottovalutare la crescente rilevanza e il peso del fenomeno costituito dalla vorticosa diffusione delle bufale, e il conseguente avvento della post-verità. Le bufale e le credenze in sé sono false, ma il fenomeno delle bufale e delle credenze diffuse in rete è del tutto reale.
Non ho la più pallida idea di come si possano concretamente migliorare le cose, restituendo all’opinione pubblica nel suo complesso una più fedele e meno post-veritiera rappresentazione del reale. So anche che la complessità del reale è così scoraggiante da spingerci tutti, élite comprese, a rifugiarci ciascuno nella propria bolla.
L’unica cosa di cui sono certa è che per cominciare a prendere contatto con il problema bisogna che qualcuno esca dalla sua bolla. Farlo è sgradevole, è destabilizzante e chiede una serie di assunzioni di responsabilità. Ci vogliono calma, coraggio, realismo e buonsenso: qualità sempre più rare e difficili da coltivare, ai tempi della post-verità.
Annamaria Testa, esperta di comunicazione www.internazionale.it

La Lealtà

logo rubricaQuale è il suo significato, quanto ci appartiene nei nostri vissuti quotidiani?

Lealtà è parola che deriva dal latino legalitas e indica una componente del carattere, per cui una persona sceglie di obbedire a particolari valori di correttezza e sincerità anche in situazioni difficili, mantenendo le promesse iniziali e comportandosi seguendo un codice
etico personale prestabilito. Una persona leale agisce con sincerità e franchezza, ha vivo il sentimento dell’onore e rifugge dalla finzione come dal tradimento. La coerenza tra un comportamento nella pratica e gli ideali a cui fa riferimento dimostra il grado della sua lealtà.
Oggi la lealtà sembra una virtù personale un po’ antiquata, le persone che tentano di praticarla a volte rischiano di essere derise se non umiliate, poiché bisogna avere successo a tutti i costi, e soprattutto essere sempre primi nonostante tutto.

Se abbiamo difficoltà a trovare degli esempi di lealtà nel nostro vivere quotidiano sicuramente possiamo attingere ad alcuni esempi del passato per conoscere esempi di tale virtù.

Mi piace citare la figura di Socrate, nato ad Atene nel 470-469 a.C. era figlio di uno scultore, Sofronisco, e di una levatrice, Fenarete, e marito di Santippe da cui pare ebbe tre figli.

Nel 399 a.C. Socrate venne accusato da Anito, Meleto e Licone di corrompere i giovani attraverso il suo insegnamento, di empietà verso gli dei tradizionali e di introdurre nuove divinità filosofiche nella città. Socrate rifiutò ogni patteggiamento e fu condannato a morte per somministrazione della cicuta, un estratto di una pianta velenosa. La lealtà di Socrate verso la città e le leggi affonda le proprie radici nel filosofo che ritiene che l’uomo sia tale solo in quanto rapportato alla società.

Nell’ambito religioso la lealtà è l’agire in sintonia con la volontà e l’intelligenza divina nel superare i limiti e le debolezze umane. Il comportamento leale è quindi in quest’ottica sintomo di una superiore conoscenza. Ne è prova il detto di Gesù: Nessuno può servire due maestri (Matteo, 6.24).

Oggi, nel nostro vivere quotidiano, quanto siamo sinceri, quanto siamo coerenti? Essere leali risuona molto con l’essere autentici, poiché anche il vivere autentico richiede armonia tra la nostra esteriorità e la nostra interiorità. Quali sono le difficoltà che incontriamo nella
nostra quotidianità per costruire una vita all’insegna della lealtà e della autenticità?

È ancora possibile essere leali verso gli altri assecondando i propri desideri?

Rivaluta il tuo CV e certifica le tue competenze informatiche

logo ecdlNelle sedi del Centro di formazione professionale (CFP-OCST) e di ENAIP Svizzera, la patente europea per l’utilizzo del Computer.
Intervista a Flavio Poggi, Docente Microsoft e Amministratore Test Center ECDL per CFP-OCST ed ENAIP Svizzera. Già a partire da settembre 2000, l’Associazione ENAIP Svizzera possiede l’abilitazione, come Test Center, a sostenere gli esami della patente europea d’informatica. Dal 2000 ad oggi, l’ENAIP, nelle sue diverse sedi (Zurigo, Lucerna e Lugano dove dallo scorso anno è stato riattivato un Test Center presso il CFP-OCST), ha certificato più di 200 corsisti, dopo aver frequentato corsi di preparazione o come privatisti. Abbiamo chiesto a Flavio Poggi, qualche chiarimento in merito.
Che cos’è l’European Computer Driving Licence?
Con l’ECDL (European Computer Driving Licence – Patente Europea del Computer) si ottiene un certificato riconosciuto a livello internazionale d’idoneità, che facilita notevolmente la carriera professionale e dà vantaggio nella ricerca del posto di lavoro. Il certificato conferma che si è in possesso delle capacità basilari per operare al computer, competenze oggi richieste in qualsiasi settore lavorativo moderno. L’ECDL è un’iniziativa della Council of European Professional Informatics Society (CEPIS) in collaborazione con l’Unione Europea (EU). L’attività è sostenuta su scala internazionale dall’ECDL Foundation, in Svizzera dalla SI (Schweizerische Informatiker Gesellschaft – Società Svizzera degli Informatici) e in Italia dall’AICA (Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico).
Perché CFP-OCST ed ENAIP optano per l’ECDL?
È evidente dunque, che a livello europeo si sta mirando a un’uniformità e standardizzazione per verificare le capacità tecniche-informatiche di base degli utenti interessati al settore, ed è in questo contesto che si colloca il certificato ECDL. Le associazioni CFP-OCST ed ENAIP, che da anni si occupano di formazione e riqualifica in campo informatico, si sono orientate verso questo certificato proprio per la sua valenza europea e internazionale oltre che per il suo concetto di modularità nello studio e nella preparazione degli esami.
A chi è utile il certificato ECDL?
Il certificato ECDL si rivolge a tutti coloro che lavorano con un computer e che vogliono utilizzarlo con efficienza. La certificazione è stata studiata per persone di tutti i settori e di tutte le età. Sempre di più si legge nei Curriculum Vitae la propria competenza nell’utilizzo dei mezzi informatici, ma raramente si è in possesso di una certificazione valida. Proprio per questo motivo chi è alla ricerca di una nuova sfida professionale oppure vuole «certificare» le sue attuali competenze, si indirizza verso questa certificazione.
Come sono impostati gli esami?
Sono oggetto d’esame sette moduli, uno teorico e sei pratici. Gli esami relativi ai singoli moduli possono essere sostenuti presso uno qualsiasi dei centri d’esame ECDL autorizzati in Europa (tra i quali CFP-OCST ed ENAIP), in qualsiasi libera successione e in date diverse. Ogni esame è registrato su una apposita tessera (Skills Card) e se si superano i sette esami nell’arco di tre anni viene rilasciato il certificato europeo d’informatica Standard. Oppure, si può ottenere il certificato ridotto, chiamato ECDL Base, al superamento di quattro esami qualsiasi sui sette proposti.
Ci sono esami anche in lingua italiana?
Certamente, gli esami di base per ottenere la certificazione ECDL Base sono stati tradotti nelle principali lingue europee, mentre per la certificazione ECDL Advanced sono unicamente in inglese, tedesco e francese.
Per quanto riguarda il sistema operativo e versioni dei programmi quali sono disponibili?
Qui invece è più semplice, dal momento che il programma d’esame si basa sul computer in uso, possiamo avere una qualsiasi versione sia del sistema operativo che del programma applicativo
Quali conoscenze informatiche sono richieste prima di affrontare gli esami?
Sono necessarie conoscenze fondate dell’uso del computer e di software applicativi tra quelli generalmente usati negli uffici o nelle scuole, per sostenere direttamente gli esami o per frequentare un corso di preparazione agli esami ECDL, dove il corso è specificatamente mirato al superamento degli esami proposti.
Oltre alle certificazioni questa piattaforma offre altro?
Certo, vi è la possibilità per le aziende di creare una verifica delle competenze personalizzata alle loro necessità. Possiamo organizzare un esame personalizzato (staccato dalla certificazione ECDL) che contenga qualsiasi tematica l’azienda voglia verificare. È uno strumento molto valido per la valutazione di candidati in base ai requisiti richiesti da una determinata posizione, oppure come riqualifica mirata delle proprie risorse.
Che importanza riveste il settore informatico per CFP-OCST ed ENAIP?
La nostra peculiarità è sempre stata quella di occuparsi del settore della formazione professionale, quindi a maggior ragione, in considerazione anche della grande richiesta da parte del pubblico, seguiamo con attenzione lo sviluppo del settore informatico in tutti i suoi aspetti come ad esempio quelli relativi ai requisiti necessari per iscriversi agli esami per l’ottenimento degli attestati professionali federali (APF). CFP-OCST ed ENAIP propongono la loro offerta formativa a partire da corsi di introduzione all’informatica, di Web Creator e per l’uso dei principali applicativi del pacchetto Microsoft Office.